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Nella puntata del 13/01/2021 , a seguito di un servizio del “mago Casanova” di cui al link :

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/il-semaforo-ingannevole-per-i-ciechi_71096.shtml

Si parla di impianti semaforici realizzati con pulsanti di richiesta per l’attraversamento pedonale con specifica funzione per l’ausilio ai non vedenti .

Nel servizio si evince come su tali impianti la situazione sia molto confusa. In alcuni di questi gli avvisatori acustici facenti funzione di audioguida nell’attraversamento agli ipovedenti risultano non funzionanti, in alcuni addirittura non presenti e in altri invece questi risultano non essere installati a norma e cosa ancorpiù pericolosa essere cablati in modo totalmente errato (consentono l’attraversamento con la luce rossa cosa pericolosissima).

Come se questo non bastasse, in alcuni pulsanti vi sono le cuspidi tattili utili all’individuazione del verso dell’attraversamento stradale rivolte verso direttrici totalmente errate con conseguente pericolo per l’incolumità della persona. Tali impianti non seguono minimamente le normative in vigore in materia di attraversamento pedonale per ipovedenti come definite dalla CEI 214-9 e più specificatamente dalla norma pulsanti e avvisatori acustici CEI214-7 e variante V1.

Nello stesso servizio, purtroppo, mentre l’inviato Casanova alludeva a tali errori l’inquadratura si rivolge verso un nostro regolatore semaforico ben riconoscibile dal logo aziendale in primo piano che ci contraddistingue nel mercato, inducendo per conseguenza logica a far sembrare nostre le colpe per tali inadeguatezze ed errori o comunque affiancando il nostro brand visivamente mentre l’inviato ne spiegava l’inedeguatezza normativa.

La realtà è invece che alcuni pulsanti di tali impianti non sono di nostra produzione, la stessa installazione e manutenzione di tali impianti non è stata da noi realizzata e non siamo responsabili dell’attuale stato manutentivo, inadeguatezza normativa e dello stato di fatto. Abbiamo peraltro reso noto questo tema alla stessa sede di Striscia La Notizia affinchè faccia un chiarimento in tal senso e sarà nostra cura sensibilizzare maggiormente il comune in oggetto affinchè metta a norma tali impianti.

La nostra azienda si occupa di impianti semaforici dal 1945, siamo produttori di semafori a led, dispositivi pedonali, regolatori semaforici e sistemi di centralizzazione, lavoriamo in oltre 30 paesi con pieno successo e realizziamo impianti molto complessi sia in Italia sia all’estero, pertanto desideriamo chiarire che non abbiamo nulla a che vedere con quanto edotto da tale servizio e non ne siamo responsabili in alcun modo.


Sono state sbloccate risorse per manutenzione ponti, pavimentazioni stradali, viadotti, manufatti, gallerie, dispositivi di ritenuta, sistemi di smaltimento acque, segnaletica strade , illuminazione stradale, sistemi di info-mobilità.

COMUNICATO MINISTERO INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

28 febbraio 2020 – “In meno di due mesi di lavoro dall’approvazione del Bilancio siamo riusciti a sbloccare e ripartire risorse per 995 milioni di euro che serviranno per finanziare nel quinquennio 2020-2024 programmi straordinari di manutenzione delle strade provinciali italiane. Le risorse saranno messe a disposizione delle province e delle città metropolitane che ne faranno richiesta”. Così la ministra Paola De Micheli, commentando il Decreto “Finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione delle rete viaria di Province e Città Metropolitane” che firmerà a breve, a seguito dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali.

Il decreto contiene, ad esempio, 21milioni di euro solo per la città metropolitana di Milano, 33 milioni per Roma, 16 milioni per Palermo. Fondi che si tradurranno, in linea generale e in tutte le regioni, in maggiore sicurezza e vivibilità per i cittadini.

Il decreto ripartisce 60 milioni di euro di risorse per il 2020, 110 milioni di euro per il 2021 e 275 milioni di euro dal 2022 al 2024. Al Nord-Italia sono destinate circa il 39,70% delle risorse, al Centro il 21,60% e al Sud e alle Isole il 38,70%.

I finanziamenti sono erogati sulla base della consistenza della rete viaria, del tasso di incidentalità e della vulnerabilità dei singoli territori rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico.

Province e Città Metropolitane dovranno presentare programmi di intervento per opere già esistenti e dovranno recare concreti benefici in termini di sicurezza, di riduzione del rischio e di qualità della circolazione ai cittadini. Dunque, verranno interessati ponti, pavimentazioni stradali, viadotti, manufatti, gallerie, dispositivi di ritenuta, sistemi di smaltimento acque, segnaletica, illuminazione stradale, sistemi di info-mobilità.


Il provvedimento prevede che entro il 31 maggio di ogni anno gli enti locali debbano trasmettere al MIT una relazione (il modello di relazione è allegato al decreto) relativa all'utilizzo, nell'anno precedente, dei proventi-multe di propria spettanza. La relazione, che dovrà essere caricata su una apposita piattaforma informatica, dovrà contenere:

  • informazioni generali;
  • l'entità dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie e derivanti dall'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità;
  • informazioni dettagliate relative alla destinazione dei suddetti proventi per le finalità di manutenzione stradale (compresa la manutenzione della segnaletica) previste dal Codice della Strada.


Nel caso in cui le relazioni non risultino inviate o siano presentate in modo difforme rispetto a quanto previsto dalla normativa, il MIT provvederà alla segnalazione all'ente locale interessato, richiedendo la trasmissione dei dati insieme a chiarimenti circa i mancati adempimenti. Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla suddetta segnalazione, il MIT provvederà alla segnalazione delle inadempienze al procuratore regionale della Corte dei conti.

A partire dal 2020 il versamento dei proventi spettanti all'ente proprietario della strada in seguito all'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità debba avvenire entro il 30 aprile di ogni anno con riferimento alle somme incassate al 31 dicembre dell'anno precedente. Con riferimento alle somme incassate nell'anno 2019, il versamento deve essere effettuato entro e non oltre il 30 giugno 2020. Per gli anni precedenti il 2019, modalità e tempistiche devono essere concordate entro un anno dall'entrata in vigore del decreto, sulla base di appositi atti di natura convenzionale, in assenza dei quali, il versamento deve essere comunque effettuato entro tale termine. Da ultimo, si specifica che, al fine di agevolare la redazione degli atti, l'ANCI e l'UPI predisporranno una Convenzione-tipo.


Un segnalibro in Braille in regalo a tutti i lettori del Corriere della Sera In allegato a «7» in edicola il 21 febbraio, la giornata nazionale del Braille. Al via i festeggiamenti per il centenario dell’associazione con video di Fiorello e concerto finale di Andrea Bocelli

Venerdì in edicola insieme al Settimanale «7», i lettori del Corriere della Sera troveranno un piccolo grande regalo: un segnalibro particolare da conservare. «Il 21 febbraio è la giornata nazionale del Braille, il sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo per non vedenti - dice Mario Barbuto, presidente nazionale Unione italiana ciechi e ipovedenti - Per noi il braille è sinonimo di libertà e indipendenza. Il Corriere ci ha offerto la grande possibilità di regalare a tutti i lettori questo segnalibro in caratteri braille che recita “Braille uguale Libertà” in quattro lingue: italiano, cinese, russo e arabo. La nostra speranza è che i lettori lo tengano con sé e ci aiutino a mantenere il nostro modo di scrivere e leggere indipendente, quello che ci garantisce la libertà personale e il diritto di cittadinanza. Noi accogliamo e accettiamo l’aiuto di tutti ma non dobbiamo essere costretti ad avere bisogno di nessuno. E’ liberandoci dal bisogno che si diventa cittadini».

Il 2020 è un anno importante per l’Unione italiana ciechi: sono 100 anni dalla fondazione di un’associazione, che secondo le parole del suo presidente, è l’unica che lavora per chiudere. «La nostra sfida per i prossimi centro anni è la grande utopia: cancellare dal mondo la cecità e quindi anche la nostra associazione. Con lo slogan “1920-2020 Unione accanto ai ciechi” - prosegue Barbuto - faremo un tour di 17 tappe in tutta Italia in cui mostreremo i risultati del nostro lavoro e inviteremo i cittadini a partecipare alle mostre e attività interattive: dal libro parlato ai cani guida, all’unità mobile oculistica con screening gratuito, fino al bar al buio per le esperienze sensoriali al laboratorio tattile per la scuole, all’angolo sport e tecnologia. Rosario Fiorello ci ha offerto la disponibilità facendoci un video di presentazione del tour che inizia il 21 a Catania e si concluderà - dopo varie tappe in tutte le maggiori città italiane tra cui Napoli, Roma, Firenze, Milano - il 24 ottobre a Genova con un grande concerto di Andrea Bocelli». (Tutte le info e le date su www.centenario.uiciechi.it)


Mario Barbuto, presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

«Tantissimi i risultati in questi 100 anni di cammino. Dai ciechi seduti sui gradini delle chiese a quello che sono oggi i non vedenti: persone integrate che lavorano come impiegati, centralinisti, insegnanti, avvocati, politici. Individui che hanno compiuto il grande percorso dell’autonomia. Proprio per questo il braille continua a rimanere fondamentale l’istruzione e il lavoro. Oggi sono tanti i dispositivi in braille elettronico che permettono di collegarsi in modo autonomo. Su iPhone e iPad ad esempio c’è la possibilità della tastiera in braille: un grande vantaggio per avere una modalità di scrittura veloce come gli altri. Il valore ancora enorme del braille è che ci rende autonomi dalla lettura degli altri: leggere un libro da soli è un grande sinonimo di libertà. I nostri ragazzi della scuola elementari e medie hanno diritto ad avere i loro libri di testo fisici nelle mani. L’audiolibro è uno strumento eccezionale ma resta sempre una lettura mediata, un compromesso che accettiamo volentieri: quello che non accettiamo è portare questa modalità tra i bambini e i ragazzi, in una scuola elementare e media. Un bambino non vedente ha il diritto di avere la sua pagina braille sottomano, avere lo stesso percorso che fanno tutti gli altri».

In Italia i ciechi sono 140mila. Se si aggiungono anche gli ipovendenti che arrivano a uno o due decimi di vista arriviamo intorno al milione e mezzo di persone. «Abbiamo sedi in tutte le province italiane: 107 sedi territoriali, 21 sede regionali, punti di riferimento per i diritti, studio e ricovero - prosegue Barbuto - . Sono in grande aumento le persone con disabilità plurime, che alla cecità aggiungono altre disabilità. Proprio per queste servono risposte politiche: non possono essere abbandonate a se stesse, servono case di accoglienza trovare dignità e futuro. Serve una sensibilizzazione maggiore che si traduca in atti concreti».

19 febbraio 2020 (modifica il 19 febbraio 2020 | 22:24) © RIPRODUZIONE RISERVATA link articolo

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